Il Programma
MANIFESTO DI SINTESI DEL NOSTRO PROGRAMMA
GLI ECOLOGISTI PER UN UMANESIMO AMBIENTALE
Il passaggio dal sistema elettorale proporzionale, al maggioritario, ha contribuito definitivamente a smascherare la vera natura dei "verdi del sole che ride" , da sempre costola di movimenti extra parlamentari , rappresentati da uomini come Marco Boato, ex leader di Lotta Continua,o come Edo Ronchi promotore e fondatore di Democrazia Proletaria, poi diventato famoso come esponente dei Verdi del Sole che ride e per anni Ministro dell'Ambiente (vedi link http://ecologisti.splinder.com/post/7726866/verdi-con-il-passamontagna).
Il movimento verde aveva raggiunto negli anni '90 quasi il 10% dei consensi, in forte crescita , in quanto i cittadini stanchi dei vecchi schieramenti ideologici , legati a sterilili contrapposizioni di destra e sinistra , si identificarono in questo nuovo progetto che si presentava ai cittadini con programmi e contenuti superando per la prima volta i confini ideologici legati ai vecchi partiti della prima repubblica. Ma con il sistema maggioritario, promosso dal Referendum Segni , si smascherò definitivamente il loro vero "dna" , e la gente capì che tale contenitore altro non fosse che una mera operazione elettorale . In quegli anni furono paragonati , non a caso , da un famoso esponente democristiano , a dei cocomeri , verdi fuori e rossi dentro! Proprio questa loro scelta di campo dettata dalla naturale appartenenza ad una matrice ideologica che era stata sconfitta dalla storia , alla ricerca di un nuovo contenitore che favorisse il riciclaggio delle loro personali ambizioni , determinò negli anni successivi la loro sconfitta , con un calo elettorale senza precedenti , fino alla definitiva scomparsa dal parlamento italiano.
Alex Langer, padre e fondatore dei verdi fù l'unico a capire che la collocazione del movimento verde , anche in uno solo dei due schieramenti , avrebbe determinato la loro sconfitta , come avvenne , ma per tale motivo fù allontanato , ricusato e ripudiato e tale terribile anatema lanciato nei suoi confronti fù in seguito la causa di vicissitudini che portarono questo piccolo, grande uomo ad una risoluzione drastica e definitiva.
Oggi , in un sistema finalmente bipolare , si rende necessario promuovere una cultura Verde , anche nello schieramento alternativo alla sinistra , per offrire un elemento in più di natura culturale e programmatica di confronto .
Occorre spezzare culturalmente , prima ancora che politicamente, l'equazione ambientalismo = verdi e dunque sinistra , pensiero dominante nei mass media e nel Governo, e contestare radicalmente la validità teorica dell'attuale politica ambientalista (oltre che la sua inefficienza pratica). Pensiero che si è caratterizzato e preso forma per l’indifferenza di una classe dirigente che nell’area alternativa allo schieramento di sinistra non ha mai voluto prendere in seria considerazione tale istanza se non con operazioni elettorali machiavelliche e fine a se stesse.
La cultura e la politica ambientale dei "verdi del sole che ride" e' segnata da una forte caratterizzazione statalista, dirigistica, vincolistica. Una cultura che vede nella libera impresa, nell'affermazione e nella pratica dello Stato in senso liberista ed imprenditoriale, qualcosa da combattere. Un'opinione diffusa che ha attribuito al sistema industriale nel suo complesso la responsabilità del degrado ambientale. Una concezione morale che ha esaltato la convinzione che "pubblico e' meglio".
Il risultato di quest'impostazione è lo statalismo ambientale , la pianificazione centralistica del territorio, e quel bizantinismo legislativo , che ha contribuito a produrre l'illegalità ambientale diffusa. I sottoscrittori di questo documento , dicono basta a questo conservatorismo dell’ ambientalismo miope e conservatore e propongono un ambientalismo umanistico basato sulla libertà, sulla gestione locale dei beni ambientali e culturali e sull'ecologia di mercato.
I sottoscrittori di questo manifesto appello ritengono che una moderna politica ecologica non può che basarsi sulla libertà, all'interno di regole che garantiscano qualità ambientale e governo del territorio. Ritengono inaccettabile la gestione centralistica e statalistica dei temi ecologici ed ambientali , affrontabili concretamente solo con un federalismo , che responsabilizzi direttamente le regioni e soprattutto i comuni.
Ritengono lo Stato dirigista e pianificatore fallimentare nella gestione dei beni ambientali e culturali. Grazie alla logica di mercato, si attivano processi di innovazioni tecnologiche. Solo procedendo alla privatizzazione dei beni ambientali e culturali, alla estensione del diritto di proprietà a tutta una serie di risorse ecologiche, si potrà superare lo squallore ed il degrado dei beni collettivi.
Ritengono che una politica ambientale su basi liberali non possa prescindere da una politica del Sud, che si deve basare su una nuova dinamica dello sviluppo , che renda il territorio, con le sue potenzialità agricole, turistiche, culturali, il laboratorio principale dello sviluppo sostenibile. Ritengono che una nuova cultura e politica ambientale possa diventare uno dei fattori fondamentali per il rilancio dell’economia , per la riduzione del debito pubblico , per la creazione di nuove imprese e posti di lavoro , e che occorra , da subito ,realizzare un nuovo patto fra sviluppo economico e compatibilità ambientale.
Ritengono che un ambientalismo non ideologico, massimalista, integralista, debba porsi nei riguardi della caccia, del nucleare, della questione dei rifiuti ecc., in modo realistico e politicamente compatibile. Sono quindi per una caccia di qualità, per superare i dieci anni di moratoria sul nucleare civile . Per una gestione dei parchi in chiave economica e non assistita, per l'utilizzo delle risorse naturali, nel loro pieno rispetto e valorizzazione, come risorse economiche per un nuovo sviluppo di impresa, di profitto, di nuovi posti di lavoro per la gente, per la gestione privata della gran parte delle risorse naturali e culturali. Ritengono infine che il sistema capitalistico abbia prodotto piu' innovazioni favorevoli di qualunque altro sistema economico-sociale, tenuto conto del benessere assicurato. Ma respingono fermamente un capitalismo selvaggio , che produce solo danni e non risolve alcun tipo di problema, nemmeno finanziario.E respingono una politica ed una cultura esclusivamente incentrate sul progresso materiale. Il progresso deve essere compatibile con i valori e le esigenze spirituali, morali e culturali degli individui e delle comunità. La persona umana e' il centro e il fine, anche dell'ecologia.
Un'ecologia umanistica deve assumere la ricerca del bene comune, della bellezza, di un nuovo senso civico e morale della vita, dello Stato. Una nuova identità politica incentrata sull'unita' nazionale nelle diversità. La priorità della vita, dell'uomo, dell'ambiente sul profitto e sul denaro. Il mercato e' tale e positivo, solo se e' regolato, con regole certe e vincolanti per tutti, che assicurino davvero la "libera concorrenza", contro ogni rendita parassitaria e posizione di monopolio. E l’impresa ed il profitto sono legittimi e positivi , se regolati e temperati dalle esigenze della solidarietà tra le persone e ancor più tra le generazioni. Sull'ecologia umanistica cattolici e laici possono trovarsi insieme, nel riconoscimento dei comuni valori: la centralità del ruolo della persona umana, contro ogni naturalismo, animalismo e fondamentalismo, ma anche oltre l'individualismo economicistico. Ci rivolgiamo a tutti i veri ambientalisti, che rifiutano la violenza dell’omologazione e dell’appiattimento e si riconoscono e promuovono le differenze degli individui senza alcuna paura ma riconoscendo in queste una opportunità di sviluppo e di crescita e non di coercizione e controllo .
Ci rivolgiamo alle associazioni ambientaliste perché recuperino la loro autonoma iniziativa culturale rispetto all'attuale egemonia e strumentalizzazione politica dei "verdi del sole che ride", e riprendano con forza la loro funzione educativa e promozionale nel Paese e nelle istituzioni sulle orme precedentemente indicate dal pensiero di Alex Langer. Ci rivolgiamo al mondo delle imprese, perchè si realizzi finalmente l'alleanza tra sviluppo economico e benessere ambientale. Ci rivolgiamo agli uomini della cultura e della scienza, e della tecnica perche' escano allo scoperto, assumendo le proprie responsabilità di fronte all'opinione pubblica. Ci rivolgiamo soprattutto alle famiglie, ai giovani, e alle donne e agli uomini che si ritrovano in questi valori, principi e proposte perché aderiscano al nostro appello .
Crediamo che l’ambientalismo liberale debba combattere l’ecologismo radicale che alle soglie dell’anno 2000 rappresenta il vecchio sotto mentite spoglie. Difatti l’ecologismo radicale presenta dei caratteri strettamente comuni con il marxismo , propugnando un ritorno dell’uomo alla natura , proponendo una crescita zero , riprende sotto altra forma le concezioni tipiche del marxismo: l’anticapitalismo, la concezione anti-industriale ed un nuovo messaggio escatologico che proprio tra i giovani , senza più progetti , abbandonati a se stessi, trova terreno fertile.
Crediamo nella trasparenza come valore e come strumento per ridare ai cittadini il loro giusto riconoscimento politico al fine di attivare nel paese quel processo meritocratico che è alla base della nostra recessione e continua fuga di cervelli.
Ma la reale contrapposizione tra l’ambientalismo liberale e l’ambientalismo radicale è nel modo di intendere il rapporto con la natura che per quest’ultimi è in totale contrapposizione con l’uomo. L’uomo è visto come il primo nemico della natura , il ritorno alla natura potrà essere reso possibile solo con la sconfitta dello stesso. Enunciati il pensiero dominante dell’ecologismo radicale , capiamo allora il perché all’interno di questa magmatica galassia verde si muovano tutta una serie di filosofie e culture che soprattutto nel mondo dei giovani , per mancanza di proposte serie stanno sempre più radicandosi e prendendo piede , sottovalutandone il rischio.
L’ambientalismo liberale laico e cattolico rifiuta tale visione bio-centrica , perché annulla tutte le scienze positive e la stessa ragione umana , critica fortemente l’animalismo e la sua carta dei diritti degli animali , perché il rapporto tra uomo e natura non può essere codificato , ma esiste al di fuori , è nell’ordine naturale delle cose. Pertanto rifiuta tutte quelle filosofie e culture che si rifanno al culto di Gaia. Rifiuta la New Age come nuova religione che in una visione esoterica e occulta propone ai suoi adepti il contatto vitale con la natura ed il cosmo , in un mondo dove la coscienza prevale sulla materia , l’emozione sulla ragione. Combattono fortemente questo nuovo modello culturale che trova nel seguente slogan “Se non trovate alcuna risposta nè nell’ambito religioso , nè nella scienza , nè nella tecnica , allora il vostro posto è tra di noi , nel New age” il suo motivo ispiratore. Rifiuta la concezione malthusiana dell’uomo inteso come essere semplicemente biologico , che come animale è sottoposto a semplice istinto , concependo un suo miglioramento solo attraverso l’igiene razziale e l’eugenetica.
Da tutti gli uomini di coscienza deve partire un forte appello al mondo religioso , laico , al mondo della scienza , poiché il prodigarsi e diffondersi di questa nuova cultura sarà inversamente proporzionale al grado di risposte che lo stesso mondo cattolico , laico e scientifico sapranno dare. Difatto in una società dove il materialismo esasperato ha prodotto effetti devastanti nelle coscienze dei giovani , tale proposta in una società di consumismo avido e disincantato , di yuppismo rampante trova proprio tra i giovani alla ricerca di una propria dimensione , sempre più adepti.
Noi che crediamo non in un ritorno alla natura come annullamento dell’uomo , ma in un ritorno alla natura come riscoperta di un equilibrio tra uomo e creato per una dimensione che non abbia nel materialismo i suoi principi primi , ma in un recupero di valori ed insegnamenti che possano ridare all’uomo stima e fiducia di se stesso , ci appelliamo a tutti gli uomini alla ricerca della verità di dare voce e corpo , affinchè tale messaggio non cada invano.
L’ecologismo radicale è portatore sano di un male poiché si propone come megafono di quel romanticismo religioso che oggi è fortemente sentito nella nostra società.
